Il punto di vista dell’imprenditore sull’investimento in formazione e, soprattutto, sui criteri di valutazione che hanno influito sulla sua decisione di investire in formazione, è un tema estremamente delicato, poco dibattuto in letteratura e raramente indagato in esperienze di programmazione come quella appena conclusa. Nonostante la cultura della valutazione abbia visto un’importante espansione e radicamento negli ultimi dieci anni, la maggior parte dei contributi valutativi della formazione finanziata si sono concentrati prevalentemente sugli aspetti quantitativi dei finanziamenti (ammontare della spesa, numero e tipologia di beneficiari coinvolti, ore erogate, tipologie formative, ecc.) e sull’avanzamento fisico dei progetti (rapporto tra programmato e speso/attuato)[1]. Al contrario, poca attenzione è stata posta sulle effettive ricadute della formazione per lavoratori e aziende. Sovente le considerazioni sulla valutazione di impatto sono sviluppate sulla base di dati di carattere proiettivo, fondati sulle dichiarazioni dei beneficiari su quella che loro ritengono essere la principale utilità della formazione e le sue principali ricadute. Ma quali sono le procedure utilizzate dalle imprese per valutare gli impatti della formazione? Le imprese si avvalgono di tecniche informali o strutturate per valutare gli impatti? In quale fase vengono effettuate le valutazioni?

L’indagine è stata realizzata nell’ambito del Piano Fondimpresa Formatex, a valere sull’AVS 2/2009.

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